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12.10.2017 –  Cancellati e poi, in parte, reinseriti. La questione voucher ha tenuto banco per gran parte dell’anno, senza che venisse evidenziata tra le possibili alternative al “lavoro occasionale” l’attivazione di un tirocinio, che, anche fuori dai vantaggi economici, offre al lavoratore l’effettiva possibilità di mettere in mostra sul medio periodo le proprie qualità e quindi di essere riconfermato dall’azienda.

Passiamo allora a confrontare le due opzioni partendo da chi può usufruirne: i voucher possono essere attivati soltanto da aziende con meno di cinque dipendenti, la percentuale di tirocinanti che possono essere attivati dipende invece dalle dimensioni dell’azienda, fino a cinque dipendenti si può avere un solo tirocinante, fino a dieci due, per soggetti di maggiori dimensioni la percentuale è il 10% dei dipendenti effettivi.

Nel caso dei voucher il pagamento è orario quindi anche l’impegno, il tirocinante può essere impegnato part time o full time, cinque giorni la settimana per un massimo di sei mesi.

Un datore di lavoro può erogare al singolo dipendente per i voucher un massimo di 2.500 euro al netto di assicurazioni e contributi previdenziali (3.100 se si tratta di uno studente o di un pensionato), in totale non può comunque spendere più di 15mila euro annui in voucher. Il tirocinio in Piemonte può durare da un minimo di tre mesi a un massimo di sei, dodici per i soggetti svantaggiati.

La prima cosa da fare in entrambi i casi è trovare il lavoratore adatto, se nel caso dei voucher si ricorre nella maggioranza dei casi a conoscenze dirette, per il tirocinante, anche in prospettiva di un possibile futuro inserimento in pianta stabile, è consigliabile affidare la ricerca a professionisti, cioè un’agenzia accreditata come Prospettiva Lavoro, il costo è variabile, mentre quello dell’attivazione dal tirocinio va dai 150 ai 250 euro. Spesso bandi pubblici consentono di azzerare questi costi.

Per i voucher bisogna attivare una trafila solo all’apparenza semplice, aprendo una specifica posizione all’Inps e assicurandosi che anche il lavoratore scelto abbia fatto lo stesso. Si tratta di un procedimento essenzialmente burocratico, ma che in particolare le piccole imprese potrebbero trovare lungo e macchinoso, decidendo quindi di affidarsi a una consulenza esterna con relativi costi.

Prima di inserire il lavoratore, in entrambi i casi bisogna assicurarsi che abbia frequentato il corso sicurezza (che per i voucher va retribuito alla normale tariffa oraria) e sottoposto alla visita medica. Il costo del corso parte dagli 80 euro circa, quello delle visite mediche è invece molto variabile. I due adempimenti spesso vengono totalmente tralasciati nel caso di lavoratori assunti con voucher il che mette però le aziende a rischio nel caso di controlli.

Trovato il lavoratore, nel caso del tirocinante si deve provvedere all’assicurazione RC, (circa 59 euro il costo una tantum) e alle pratiche Inail (20 euro), a questi va aggiunta una retribuzione mensile fissata dalla Regione Piemonte in 300 euro per un part time e 600 per un tempo pieno. Il costo orario del voucher portato dall’ultima riforma a 12,38 euro orari comprende anche i contributi pensionistici e previdenziali, al lavoratore vengono in effetti erogati 9 euro (2,97 euro vanno alla gestione separata dell’Inps, 32 centesimi per l’assicurazione, 9 centesimi all’Inps per gli oneri di gestione). Particolare non trascurabile è che il lavoratore non può essere impiegato per meno di 4 ore consecutive, quindi con un costo minimo di 49,52 euro.

Maggiori informazioni sui tirocini le potete trovare sul sito tirociniofacile.it

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